MeLog, il blog di Nicoletti

24 Dicembre 2007

Con molto ritardo oggi ho capito una cosa scema, ma fino ad un certo punto. “Melog“, la trasmissione di Gianluca Nicoletti (Radio24, 8.30) vuol dire “me-log”, così come “blog” vuol dire “web-log”. Infatti, Melog è un blog radiofonico. Del blog internettiano ha tutti gli ingredienti: Nicoletti racconta sue personali riflessioni in cui domina il tema televisivo e gli ascoltatori commentano molto spesso con insulti telefonici. Proprio come sul web, in cui abbonda lo spam. Il fatto che lo abbia scoperto solo oggi, mentre la trasmissione di Nicoletti è iniziata 14 anni fa sulla Rai, quando i blog non esistevano, è una dimostrazione della vitalità del programma. Il blog di Nicoletti è tra i pochissimi interessanti, ed ha inventato una sorta di format. Ora quasi tutte le trasmissioni radiofoniche considerate di qualità assomigliano ad un blog: prendono spunti di attualità da Internet, li commentano con arguzia e sintesi e non si vergognano di parlare spesso e volentieri di televisione. Dispenser su RadioDue è forse l’esempio migliore. Non è queste trasmissioni si ispirino necessariamente a Melog: ma Golem ha anticipato lo stile dei blog, che a loro volta hanno influenzato la radio. Golem, in realtà, a sua volta riprendeva trasmissioni prese da radio libere locali, come avviene quasi sempre. Ma anche questa ricettività nei confronti di mezzi di comunicazione più “underground” segna un punto a favore di Nicoletti.


Tutto fumo, l’arrosto è frullato

24 Dicembre 2007

Domenica sera, alle 22 (ma l’orario è ballerino) c’è un classico della radiofonia su Radio Radicale: la conversazione settimanale di Marco Pannella e Massimo Bordin, direttore della radio. Potete ascoltarla, e guardare il video via webcam, qui. I temi della settimana vengono sviscerati dallo storico leader, secondo una scaletta decisa da Bordin ma che, evidentemente, viene concordata sulla base delle priorità del movimento radicale. Il direttore ha l’ingrato compito di domare la logorrea del capo (“Ci rimangono solo quaranta minuti per l’ultima risposta, Marco”), di mettere a fuoco gli argomenti, di porre domande scomode, perché Bordin non è affatto giornalista supino: la sua rassegna stampa del mattino è ascoltatissima ed autonoma, e meriterebbe un commento a parte. Il resto della radio, invece, è comprensibile solo agli adepti della setta, ed è quasi un reality show.

Anche per chi non ha nulla a che spartire con i radicali, la trasmissione è divertente assai. I due cominciano a risentire dell’età, e della vita vissuta da grandi fumatori. Le voci sono spesso interrotte da scaracchi, Pannella deborda e Bordin punzecchia, mugugna, interrompe, ogni tanto si spazientisce se ha l’impressione che Pannella meni il can per l’aia. Mentre anni fa il direttore era poco più che una spalla per Pannella, oggi i ruoli si sono invertiti, per il declino psichico e fisico del leader. Si ha quasi l’impressione che Bordin voglia smarcarsi dal padre padrone eternamente legato ad aborto e divorzio, percependone la progressiva marginalizzazione politica. Bordin, ormai, segnala sempre più spesso il suo scetticismo sulle bizzarre tesi di Pannella e lo costringe ad argomentazioni sempre più arzigogolate per difendere le posizioni radicali, notoriamente ondivaghe. Ma in fondo si divertono, da consumati uomini di mondo seduti al night.

Nella trasmissione di ieri sera, 23 dicembre, però si è raggiunto il massimo del surrealismo. A proposito dello sciopero della fame annunciato da quel mattacchione di Giuliano Ferrara, Pannella e Bordin hanno discusso a lungo della bontà o della schifezza del frullato di bistecca, per dimostrare che Ferrara rispetterà l’impegno di limitarsi a bere durante il suo digiuno pro-abortista senza perdere un chilo. Da che pulpito.